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Ermanno Librasi, mescolando e personalizzando sia il suono del clarinetto (“un Buffet Crampon BC 20 degli anni ’80 per il quale ho impiegato anni a trovare un’imboccatura che mi aiutasse ad avere quel suono “sporco” e soffiato tipico di alcuni strumenti a fiato mediorientali che da anni suono come Duduk (nella versione azera che prende il nome di Balaban), Furulya (flauto balcanic) e Zurna ( oboe persiano”) che la componente elettronica ( ” …personalizzazione del programma Ableton Live 10 Suite”) ci porta in uno spazio musicale dove “ogni ascoltatore si farà, giustamente, il suo film, il suo viaggio interiore, partendo dalle emozioni che la miscela di suono acustico ed elettronico sa suggerire.”
Si è spenta il 12 novembre a Milano all’età di 96 anni Licia Rognigni Pinelli moglie dei Giuseppe Pinelli il celeberrimo anarchico “volato” dalle finestre ai piani alti della questura di Milano nella notte tra il 15 e il 16 gennaio 1969. Indiziato senza nessun fondamento per la strage di piazza Fontana con la quale non aveva, come la storia dimostrerà, la benché minima relazione.
Licia non ha mia smesso di lottare per la verità sulla morte di suo marito e sulla strage di Paizza Fontana sino a riuscire ad essere ricevuta nel 2009 dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che si scusò a nome della nazione. Nel 2019 il sindaco di Milano Giuseppe Sala le chiese perdono a nome di tutta la città di Milano.
“Voglio la verità che dovrebbero volere i parenti dei morti di Piazza Fontana, i parenti di Valpreda, di Saltarelli.”
“Il racconto di 30 anni che vanno dagli anni ’70 al 2000 narrati dall’esperienza di un ragazzo di provincia che ne vive in prima persona inizialmente l’entusiasmo degli anni ’70 e del “movimento studentesco”, simboleggiato da parole d’ordine quali “l’immaginazione al potere”, “riprendiamoci la cultura”, “la felicità, subito!”, in cui si parlava di sé e del mondo che si desiderava; poi la disillusione, con la trasformazione sociale in senso repressivo che cancella ogni attività dei circoli giovanili, che porterà molti ragazzi dell’epoca a cedere al vizio dell’eroina; infine l’incubo dell’AIDS e la lotta per “restare umano”. Il protagonista ne uscirà in qualche modo “vincente” sul piano personale, ma per sempre trafitto dalla nostalgia dei tanti amici lasciati lungo la strada. Volti e personalità Pieni di grazia.“